Il Barocco dell’Amazzonia

La rubrica di Giovanna Natalini presenta un CD di musiche tratte dagli spartiti conservati nelle missioni dei Gesuiti in Bolivia

Mi è capitato tra le mani un cd che riporta nel titolo la definizione di barocco dell’Amazzonia, e la cosa mi ha incuriosito.

La definizione sembra un controsenso in termini, almeno nei termini che abbiamo sviluppato con le poche nozioni nei file della nostra mente. Il barocco lo associamo proprio all’Europa, in particolare a quella a cavallo tra Cinquecento e Seicento dove imperversava la Controriforma e il gusto per lo stravagante e il bizzarro. Ma l’Amazzonia è lontana, soprattutto per quell’epoca, diciamo che in Europa solo pochi decenni prima si erano accorti che esistesse.  Quello riportato nel cd è il frutto di un lavoro di chi ha cercato di viaggiare nel tempo e nello spazio, nella geografia e nella storia, con il veicolo della pratica musicale.

Storicamente si può descrivere l’accaduto con pochi dati: alcuni Gesuiti andarono in Amazzonia, in particolare in Bolivia, a portare con la loro opera missionaria la parola di Gesù. Così entrarono in contatto con le tribù indigene. Il contatto tra Gesuiti e indigeni fu abbastanza particolare, una sorta di adattamento reciproco. I Gesuiti avevano portato le loro musiche europee e gli indigeni le conobbero e iniziarono a eseguirle a loro modo, un modo che era abbastanza diverso da quello oltre oceano.

Questo rapporto particolare era forse dovuto dalla volontà dei Gesuiti di aprirsi ai locali rispettando, per interessi strategici, il loro modo di essere o forse dalla forte personalità degli indigeni che cercarono di rimodellare le innovazioni importate dall’Europa per incorporarle nella loro realtà e nelle loro tradizioni.

Comunque fosse, nel 1767 il Re di Spagna, con un ordine, mise fuori gioco i Gesuiti e questa tipologia di missioni venne stroncata. Ma questo non stroncò la nuova tradizione che nel frattempo aveva preso vita.

Le popolazioni locali hanno mantenuto fino ad oggi una tradizione orale di quelle musiche che, come tutte le tradizioni orali, nei decenni è cambiata. Gli spartiti originali di quell’epoca li hanno ancora oggi, ma li tengono più come reliquie, invece di utilizzarle come supporto per l’esecuzione. Infatti, spesso non li sanno neanche leggere. L’Ensemble Moxos ha cercato di tornare alla fonte, recuperando quegli spartiti, copiandoli e ridandogli vita.

Fin qui la storia.

Ma è una storia che si presta a una riflessione importante: la musica cosa è? È l’insieme dei segni grafici della notazione oppure la vibrazione prodotta da un esecutore per un ascoltatore?

La partitura dei Gesuiti era la Musica? L’interpretazione degli indigeni dell’epoca era meno giusta? Ma giusta rispetto a cosa? La tradizione orale attuale lo è ancora meno? Riprendere quei manoscritti, riprovare a suonarli adesso è più vicino a quello che suonavano i Gesuiti all’epoca? Ne siamo proprio sicuri? Gli indigeni la interpretavano attraverso gli occhiali della loro cultura, ma anche noi oggi non possiamo che interpretarla attraverso gli occhiali della nostra che pure ormai è distante dalla Controriforma e dal barocco in genere. L’oggetto sonoro è impalpabile, impermanente, legato strettamente a chi lo costruisce nel momento in cui lo costruisce (l’esecutore) e a chi lo fruisce nel momento in cui lo fruisce (l’ascoltatore).

Certo, suonare una partitura con la coscienza che è scritta in un’altra epoca è molto diverso da un’improvvisazione, si tende a cercare di uscire dalla propria personalità e entrare in un’altra. E questo lavoro si sente.  Insomma non so se nel cd ci sia davvero il barocco dell’Amazzonia, e forse non è neanche importante, c’è una bella esperienza di oggi, di un gruppo di valenti musicisti. È la Scuola di musica di San Ignacio de Moxos, una scuola che non vuole ricalcare quelle del periodo gesuita. Soprattutto non obbliga nessuno a diventare cattolico, ma promuove la creatività dei singoli guidandoli ad una conoscenza più profonda delle proprie radici e tenendole in vita.

E non è poco.

Chants et danses baroques de l’Amazonie
Ensemble Moxos (Bolivia) diretto da Raquel Maldonado
Etichetta K617

http://store.harmoniamundi.com/chants-et-danses-baroques-de-land-039-amazonie.html

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