La Memoria sghemba 3

Di Paolo Zagari

In questa rubrica si tratterà di cinema, letteratura, arte, danza, gastronomia e di tutto ciò che a un certo punto, sospinto dalla razionalità del caso, affiora nella memoria o misteriosamente in essa perdura.

Hai parcheggiato correttamente nella linea blu, hai pagato il biglietto, fino alle 16. Arrivi alle 16 e 01. Contravvenzione: 36 euro, implacabile. La macchina vicino a te, posta sopra il marciapiede in pieno divieto di sosta, ha il invece il parabrezza immacolato. Gli ausiliari possono multare solo chi NON ostruisce il traffico.

E’ una di quelle giornate dove tutto sembra girare all’incontrario. Paradossale. Ma il paradosso è la realtà che le persone normali non riescono a cogliere.

È la lezione di Luis Buñuel tratta dal Fantasma della libertà (1974 – esiste un titolo più bello?). Le nostre azioni sono frutto di convenzioni sociali che noi trasformiamo, per un mero discorso di opportunismo, in regole di comportamento.

Una tale visione può modificare radicalmente il nostro punto di vista. Quello che fino a ieri ci sembrava certo oggi viene clamorosamente ribaltato. Se invece restiamo inconsapevoli, chiusi nel nostro mondo ottuso e conforme, ci ritroveremo all’improvviso attori di una recita di cui non conosciamo il copione.

Siamo sempre a tavola, e siamo sempre in un film di Buñuel: Il Fascino discreto della borghesia
(1972 – esiste un titolo più elegante?). La vita non è mai quella che vogliamo vivere, o forse – suggerisce il maestro spagnolo – non è mai quella che pensiamo di vivere. I nostri desideri sono repressi dalla realtà. Non riusciamo a esprimerci. E forse questo (paradosso del paradosso) è l’unico dato positivo visto l’ egotismo feroce di cui sono composti i nostri desideri.

E’ una sequenza tratta da Estasi di un delitto (1955 – esiste un titolo più conturbante?).

Sogno o realtà? qual è la nostra dimensione più consona, sembra chiederci Buñuel?
Dobbiamo lasciarci andare o vivere controllati incalza il regista surrealista?
E, traslando, l’inquietante interrogativo ai giorni nostri: la multa bisogna pagarla o fare finta di niente?

One Response to La Memoria sghemba 3

  1. icittadiniprimaditutto says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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