Dopo tanta melassa disneyana, finalmente un musical sulla vita reale: RENT di Jonathan Larson al Teatro Nuovo di Milano

A scorrere la lista dei musical importati durante l’ultima stagione dagli Stati Uniti in Italia si potrebbe pensare che gli americani vivano in una perenne Disneyland piena di buoni sentimenti. Ogni tanto per fortuna arriva qualcosa a ricordarci che gli USA sono anche la patria di Hemingway, Steinbeck e di Chandler, un paese che sa guardare con tono al tempo stesso epico ed ironico alle sue contraddizioni producendo film quali, per citare i primi che vengono in mente, “The Man Who Shot Liberty Valance” di Ford, “Pat Garrett & Billy the Kid” di Peckinpah o “The Blues Brothers” di. Landis.

Una meritata lode quindi al FROG – Florence Rock Opera Group per la decisione di riproporre RENT, il capolavoro di Jonathan Larson, morto a soli 36 anni poco prima del debutto ufficiale della sua opera al New York Theatre Workshop nel 1996. Originalmente ambientato nella comunità degli artisti dell’East Village, il musical si ispira al soggetto della “Bohème” di Puccini attualizzandolo con i temi allora (ma ancora oggi) più sentiti nelle comunità giovanili. Nulla di gratuito però in questo testo di un’intensità bruciante, già prodotto in Italia da Nicoletta Mantovani nel 2001 con la regia di Fabrizio Angelini, una difficile prova con cui si cimenta il gruppo fiorentino che si è fatto notare nel 2002 per un nuovo allestimento di “Jesus Christ Superstar”.

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