Musiche italiane per chitarra barocca

La rubrica di Giovanna Natalini presenta un nuovo disco con Private Musicke diretta da Pierre Pitzl

La chitarra è uno degli strumenti musicali più diffusi a livello amatoriale: è facile imparare un giro di accordi e poi accompagnare la voce che si dispiega in melodie con testi poetici, o che almeno a noi sembrano tali.

È qualcosa di molto normale nelle nostre vite, ed è un gesto che affonda in secoli di storia, passato di generazione in generazione per tradizione orale.

La chitarra a cinque cori secondo la leggenda è stata «inventata» dallo scrittore e musicista Vicente Espinel, vissuto nel secolo d’oro spagnolo, esattamente tra il 1550 e il 1624. Sembra sia stato lui ad aggiungere allo strumento un quinto coro al basso, probabilmente senza avere coscienza del grande successo di pubblico che avrebbe avuto, surclassando liuti e mandolini a quel tempo in voga.

A quell’epoca Napoli era parte dell’impero spagnolo e, quindi, il passaggio dalla Spagna di Espinel a Napoli fu naturale. Insieme allo strumento arrivò anche il repertorio più legato alla nuova guitarra spagnuola composto di danze come la ciacona, la passacaglia, la sarabanda, la folia, tutte danze che in poco tempo quindi iniziarono a essere suonate e reinterpretate dai musicisti locali e a essere sempre più conosciute.

La popolarità della guitarra nel regno di Napoli si sviluppò velocemente, aiutata come oggi allora, dalla facilità con cui si impara a suonarla grazie a un sistema di scrittura conosciuto come «alfabeto» che, allora come oggi, rendeva possibile suonare e accompagnare danze e canti anche a una persona che non sapeva leggere le intavolature. In poco tempo la guitarra e il suo repertorio conquistarono le corti e anche la tecnica esecutiva divenne più raffinata, soprattutto nel napoletano si arricchì con innesti molto originali.

Nacque lo stile misto, una sofisticata commistione di uso di rasgueados e di pizzicato, con ampio margine all’improvvisazione e il gusto della ricerca armonica ardita.

Il labirinto della chitarra – Guitar music from 17th- century  Italy è un cd che vuole raccontare quel momento, ovvero il momento della prima diffusione della chitarra e del suo repertorio in Italia.

Raccontare quel momento, però, significa anche riprendere in mano dei compositori-esecutori dell’epoca un po’ particolari, sono nomi adesso non molto conosciuti ma da quel poco che si sa delle loro biografie si capisce che erano personalità forti.
C’è il Giovanni Paolo Foscarini che fu accettato all’Accademia dei Caliginosi con il titolo di “il furioso”, fu quello che più sviluppò lo stile misto, c’è Francesco Corbetta che fu un grandissimo virtuoso dell’epoca, Giovanni Battista Granata di professione medico e musicista per diletto, noto per la maniera davvero eccentrica di scegliere armonie e ritmi poco ortodossi.

Il tutto nelle sapienti mani dell’ensemble Private Musicke, formata da musicisti di diverse nazioni europee, tutti con grande esperienza anche come solisti. L’ensemble è guidata da Pierre Pitzl.

Un cd da sentire, non solo per interesse storico, ma proprio per la godibilità della musica che fuoriesce, così vicina alla sensibilità di oggi. (G.N.)

IL LABIRINTO DELLA CHITARRA
Guitar music from 17th-century Italy

Private Musicke diretti da Pierre Pitzl
Etichetta ACCENT ACC24239

Due brani tratti da questo CD ascoltabili su YouTube:

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